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Vacanze in quota

Alla scoperta della Piana di Predarossa

  • Durata complessiva: Per Rifugio Ponti: 2 ore
    Per la traversata proposta: 4 giorni, percorrenza media 5 ore al giorno.
  • Difficoltà: Escursionistico EE

La Piana di Predarossa è una delle più suggestive e caratteristiche della Val Masino. A far da sfondo un monte simbolo della Valtellina: ll Disgrazia.

Il nome Predarossa deriva dal particolare colore rosso delle rocce delle pareti delle montagne circostanti. Dal punto di vista geologico la valle di Predarossa si trova nel punto esatto dove il granito, del Plutone della Val Masino, incontra le serpentiniti della Valmalenco. Questa diversità di rocce garantisce alla piana una particolare biodiversità, infatti Predarossa ospita, una notevole varietà di piante e ambienti.

Il fiume Duino, che attraversa la valle, qui disegna diverse anse in una torbiera che alla fine della stagione estiva si colora di forte colore giallo-arancio. Si vedono ancora oggi i segni dei ghiacciai che scendevano dalle valli laterali fino ai 2000m della piana. Ora non rimane che il solo ghiacciaio di Predarossa molto più in alto, sovrastato dall’imponente mole del Monte Disgrazia. (3678m)

 

Escursione per tutti

Raggiungere la piana è facile. Dalla Val Masino a Filorera si devia per la Valle di Sasso Bisolo percorrendo una strada carrozzabile di 12Km. (verificare telefonando ai rifugi l’apertura della strada).

Diversi itinerari si snodano dalla Piana di Predarossa. Se vogliamo avvicinarci al ghiacciaio, un’escursione di circa 2 ore e poco più di 600m di dislivello porta al Rifugio Ponti da dove è ben visibile la morena del ghiacciaio. E’ possibile in altri 45 minuti raggiungere proprio la bocca del ghiacciaio.

 

Traversata Valbiore-Granda-Bosio-Ponti

Se siete amanti delle traversate da rifugio a rifugio, da Valbiore, sulla strada per Predarossa, è possibile salire in circa 1 ora e mezza al Rifugio Alpe Granda. Da questo alpeggio si gode di una vista completa delle montagne della Val Masino e merita da solo una tappa.

Dal Rifugio Alpe Granda, il giorno seguente si può partire, in traversata verso il Rifugio Bosio Galli per il passo di Scermendone in ambiente di quota, alternato da ghiaioni, alpeggi e boschi. (5 ore 900m dislivello). Dopo un meritato riposo al Rifugio Bosio in Val Torreggio, il giorno seguente, si continua sul tratto più impegnativo di questa traversata verso il Rifugio Ponti.

Dal Rifugio Bosio prima per praterie e poi per detriti morenici si raggiunge il passo di Corna Rossa a cavallo tra il Monte Disgrazia e i Corni Bruciati. Questo itinerario percorre al contrario l’ultimo tratto del famoso “Sentiero Roma”. Arrivati al passo (2 ore e mezza) inizia la discesa nel vallone morenico del ghiacciaio di Predarossa. Perdendo circa 300m di dislivello, si raggiunge il torrente che si supera e  risale per il versante opposto. Il Rifugio Ponti è ben visibile lungo l’itinerario ed è difficile perdere l’orientamento. (850m di dislivello e 5 ore dal Rif. Bosio).

Dal Rifugio Ponti l’ultimo giorno, per facile sentiero si scende nella Piana di Predarossa per poi proseguire lungo la strada fino a Valbiore (2 ore e 600m dislivello in discesa).

 

 

Tempo di percorrenza

Per Rifugio Ponti: 2 ore

Per la traversata proposta: 4 giorni, percorrenza media 5 ore al giorno.

Dislivello complessivo

Per Rifugio Ponti: 604m

Intera traversata: 2250m (solo salita)

Inizia l’avventura Informazioni utili per affrontare l’escursione proposta

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